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ABUSI EDILIZI E RISARCIMENTO DEL DANNO IN FORMA SPECIFICA.

ABUSI EDILIZI E RISARCIMENTO DEL DANNO IN FORMA SPECIFICA.
La Suprema Corte con la sentenza in commento ha accolto il ricorso della parte civile che lamentava la negazione del risarcimento in forma specifica (ripristino o demolizione) da parte del giudice di merito.
La Corte, accogliendo il ricorso, ha rilevato che “nella liquidazione del quantum risarcibile, la misura del danno deve avere per oggetto l’intero pregiudizio, essendo il risarcimento diretto alla completa restitutio in integrum – per equivalente o in forma specifica – del patrimonio leso (Cass. civ. sez. 2^, 5 febbraio 2013 n. 2720); né, d’altronde, la risarcibilità per equivalente può costituire un elusivo strumento di deminutio del risarcimento, che si conforma invece proprio alle caratteristiche del diritto leso”.
Proprio i casi come quello in esame, secondo i giudici di legittimità, infatti, esigono “la rimozione del fatto lesivo, come nel caso della domanda di riduzione in pristino per violazione delle norme sulle distanze, atteso il carattere assoluto del diritto leso” (da ultimo Cass. civ. sez. 2^, 17 febbraio 2012 n. 2359), tranne nell’ipotesi, già sopra richiamata, in cui la distruzione della res indebitamente edificata venga a costituire un pregiudizio all’economia pubblica (cfr. ancora Cass. civ. sez. 1^, 23 agosto 2012 n. 14609).”