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L’OCCUPAZIONE DI STRANIERO CLANDESTINO È PUNITA SOLO SE DOLOSA.

L’OCCUPAZIONE DI STRANIERO CLANDESTINO È PUNITA SOLO SE DOLOSA.
Interessante pronuncia della Corte di Cassazione in un procedimento che verteva sull’occupazione alle proprie dipendenze, da parte in un imprenditore, di uno straniero privo del permesso di soggiorno.
La Corte, accogliendo il secondo motivo di gravame dell’imputato, ha annullato la sentenza impugnata, rilevando che, alla luce della novella legislativa del 2008 (D.L. 23 maggio 2008, n. 92, art. 5, comma 1 ter, convertito in L. 24 luglio 2008, n. 125), il fatto criminoso è ora punito solamente se commesso con dolo, non essendo nulla di diverso espressamente preveduto dalla norma incriminatrice.
Con tale intervento normativo, infatti, si intendeva reprimere il reato più gravemente, sostituendo la pena dell’arresto da tre mesi ad un anno e dell’ammenda di Euro 5.000 per ogni lavoratore impiegato, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di Euro 5.000, trasformando la contravvenzione in delitto.
Ma in tal modo, ha precisato la Suprema Corte, si è di fatto resa “penalmente irrilevante la responsabilità colposa, risolvendosi, per tale ipotesi, in una abolizione parziale della fattispecie previgente (cfr. Cass., sez. 1, 30.11.2010, n. 9882, rv. 249867)”.
Per tale motivo, nel caso deciso, si rilevava un errore di diritto da parte dei giudici territoriali nella valutazione dell’elemento psicologico del reato.
Questi ultimi, che avevano valorizzato la natura contravvenzionale del reato previsto dal D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 22, comma, 5, oggetto di contestazione, punito all’epoca dei fatti anche a titolo di colpa, ne avevano ritenuto la sussistenza in quanto la responsabilità non poteva essere elisa dalla buona fede del datore di lavoro. In questo modo ignorando, però, la intervenuta modifica legislativa.
Sotto altro profilo, invece, la Corte ha ribadito il principio secondo cui è irrilevante che lo straniero sia stato formalmente assunto o meno, chiarendo che risponde del reato in esame “non soltanto chi assume il lavoratore straniero che si trovi nelle condizioni indicate dalla fattispecie incriminatrice, bensì anche chi, pur non avendo provveduto direttamente ad essa (assunzione), se ne avvalga tenendo alle sue dipendenze, e pertanto occupando più o meno stabilmente, il cittadino extracomunitario (Cass., Sez. 1, 18/05/2011, n. 25615).”
Cass. Pen. Sez. I, Sent. 20.5.2013 n. 21362